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Disturbo post-traumatico da stress

Cos’è

La parola “trauma” significa ferita e ci dà immediatamente l’idea di una lacerazione provocata da una evento in grado di creare nel racconto della persona un “prima” e un “dopo”. Il DSM ovvero il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, lo definisce come una manifestazione di consistente gravità, sovente a lungo termine con sintomi in evidente relazione con l’esposizione ad un evento traumatico che si differenzia dal disturbo acuto da stress – per la durata dei sintomi e dai disturbi dell’adattamento per la intensità della sintomatologia.

Gli eventi traumatici possono essere vissuti direttamente o in qualità di testimoni o si può esserne venuti a conoscenza da altri che li hanno vissuti. Si tratta di di eventi quali atti di violenza, aggressioni, rapimenti, torture, attacchi terroristici, gravi incidenti automobilistici, disastri naturali, malattie, lutti e così via. I sintomi più frequenti sono: pensieri o immagini intrusive, sogni ricorrenti dell’evento, evitamento di stimoli associati all’evento come l’evitamento di luoghi, persone o discorsi che possano ricordare il fatto, sintomi di attivazione come insonnia, ansia, ipereccitabilità, aggressività e tensione generalizzata. Di fronte a queste tendenze la persona può cercare di scacciare i pensieri o le immagini e tentare continuamente a non pensare, quindi persistere nell’evitare tutto ciò che ricordi l’evento, provare senso di colpa. A volte si può cercare sollievo in alcol, droga o farmaci, nel tentativo di sedare le proprie reazioni e dimenticare l’accaduto.

In base alle “tentate soluzioni” che la persona mette in atto per far fronte a questa condizione che provoca molta sofferenza, si interviene calzando sulle specificità delle azioni disfunzionali con apposite manovre. L’obiettivo finale è quello di orientare la persona verso comportamenti adattivi e funzionali che creano la concreta possibilità di elaborare il trauma ed integrarlo nel proprio vissuto. L’attività del terapeuta si snoda su diversi piani, dalla conoscenza rigorosa delle principali tecniche di intervento, alla padronanza di un linguaggio evocativo e in grado di far sentire alla persona anche sul piano relazione di essere compreso, di potersi aprire ad un lavoro profondo su emozioni molto forti, come paura, rabbia e dolore e di potersi pertanto affidare.

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